20 Giugno 2019

Bere fa bene, ma zero bollicine

Bere è importante, e in estate lo è ancor di più. Il caldo fa aumentare la sudorazione e la traspirazione. Risulta indispensabile in queste condizioni, aumentare l’introito di liquidi per mantenere la corretta temperatura corporea, prevenire la disidratazione ed evitare i colpi di calore. Questo è valido soprattutto negli anziani che hanno una ridotta percezione dello stimolo della sete e maggior rischio di disidratazione.  Non basta solamente bere molto, ma si deve prestare anche attenzione a ciò che si beve.

Le bibite zuccherate e frizzanti sono cibo spazzatura per eccellenza che sarebbe sempre meglio evitare. L’assunzione eccessiva di queste bevande è un fattore di rischio noto per lo sviluppo di diverse patologie come l’obesità o il diabete, che a loro volta aumentano il rischio di sviluppare calcoli.

Chi consuma un bicchiere o una lattina al giorno di bevande carbonate (gassate) ha un rischio di calcoli del 23-33% maggiore rispetto a chi consuma meno di una lattina alla settimana. È quanto emerge da uno studio prospettico, condotto da ricercatori italiani e statunitensi che ha coinvolto, in otto anni, circa 194 mila persone. Lo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Journal of the American Society of Nephrology, ha avuto l’obiettivo di verificare l’associazione tra il consumo di determinate bevande e lo sviluppo di calcoli renali in un campione della popolazione generale.

Esistono però anche altre bevande come quelle a base di thè o agrumi, che invece sembrano avere effetto contrario, grazie alla presenza di citrati che aiutano a prevenire la formazione dei calcoli. Tali sostanze infatti agiscono sul grado di acidità o basicità dell’urina influenzando la precipitazione o l’allontanamento delle sostanze che accumulandosi generano calcoli.

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