26 Marzo 2021

Lockdown e dieta: boom di zuccheri e carboidrati

È chiaro che l’emergenza da covid-19 ha modificato lo stile alimentare della popolazione italiana, e che difficilmente si ritornerà indietro una volta finita la pandemia. Andando infatti a vedere ciò che gli italiani hanno acquistato durante l’emergenza, notiamo come abbiano optato per una scelta improntata al risparmio e come abbiano preferito rimettersi ai fornelli per limitare le spese o anche solo per rompere la monotonia delle giornate. Con il lockdown è, in media, aumentata la disponibilità di tempo libero e di conseguenza di tempo trascorso in cucina .

È quindi inevitabilmente cresciuta di circa il 25% la vendita di ingredienti base, come per esempio la farina, a discapito di alimenti già pronti al consumo. A chi di noi non è capitato durante il periodo di quarantena di aprire le piattaforme social e vedere persone impastare pane, pizza o cucinare altri piatti?

Dietro a questo dato c’è sicuramente un fattore economico, in quanto con una diminuzione delle entrate in una famiglia vi è necessariamente una diminuzione delle possibilità di spesa ma anche, come già accennato, una voglia di trovarsi un’occupazione per rompere la monotonia. Se da una parte sembrerebbe un ottimo rimedio contro la noia e il malumore prodotto dall’isolamento domiciliare d’altro canto tutto ciò ha portato a prediligere piatti elaborati e ipercalorici.

(Rapporto ISS COVID-19 • n. 32/2020)

C’è stato un vero e proprio boom del cosiddetto “comfort food” ricco di calorie, una ordalia di zuccheri, grassi e carboidrati: +150% farine e semole, +14% pane, crackers e grissini, +7% pasta e gnocchi, +38% impasti base e pizze, +13% dolci, +24% primi piatti oltre al +37% di olio di  semi usato per fritture di ogni tipo, dolci e salate nel periodo compreso tra il 16 marzo ed il 12 aprile, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. (ANSA) – ROMA, 5 MAG) Tutto ciò ha portato ad un aumento di peso della popolazione stimato in media di più 2 kg. (coldiretti – ANSA)

L’aumento di massa corporea in sé e il prediligere alimenti ricchi di grassi insaturi e carboidrati sono tutti fattori che, maggiormente in soggetti predisposti, aumentano il rischio di sindrome metabolica. Di cosa si tratta? Con questo termine non si indica una singola patologia ma un insieme di fattori predisponenti che, uniti insieme, collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, problemi cardiovascolari e steatosi epatica .

Dr. Fusco Giovanni Maria

Dr. Cirillo Luigi

 

 

 

 

 

 

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