Con l’estate e l’aumento delle temperature, aumentano anche i casi di infezioni urinarie: disturbi che interessano soprattutto le donne, ma anche uomini, bambini e anziani possono essere colpiti.
La sudorazione dovuta al caldo torrido, la disidratazione e la tendenza a indossare costumi umidi durante la giornata, sono fattori che favoriscono la proliferazione dei batteri e l’insorgenza di infezioni dell’apparato urogenitale durante la stagione estiva.
In questo articolo, facciamo il punto su come riconoscere questi disturbi, come curarli e soprattutto come prevenirli, per un’estate più sicura e serena.
Infezioni urinarie: quali sono le più comuni e con quali sintomi si presentano
Le infezioni delle vie urinarie rappresentano la seconda causa più comune di infezione dopo quelle respiratorie, e interessano ogni anno circa l’11% della popolazione femminile. Oltre il 50% delle donne ne soffre almeno una volta nella vita: avendo un uretra più breve rispetto agli uomini, sono più facilmente soggette a questi disturbi.
Le infezioni urinarie possono essere di due tipologie: ci sono quelle che interessano il rene – chiamate pielonefriti – e quelle che riguardano la vescica – le cosiddette cistiti – che possono essere sia acute che croniche. In entrambi i casi non si tratta di semplici fastidi, ma di situazioni che abbassano la qualità della vita, rendendo invalidanti anche le più semplici attività quotidiane.
I segni tipici sono: dolore pelvico o bruciore durante la minzione, urgenza e frequenza elevata (anche 2-3 minzioni ogni ora per tutta la giornata, compresa la notte), urine torbide, maleodoranti e, nei casi più gravi come la pielonefrite, febbre, brividi e dolore lombare.
Perché le infezioni aumentano in estate?
Il caldo, in particolare il caldo che stiamo percependo negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico a livello globale, è la prima causa della proliferazione dei batteri, che determina una concentrazione delle urine.
Se il colore delle urine è molto carico dopo aver svuotato la vescica, tendendo al giallo intenso anziché al paglierino, bisogna considerarlo un segnale d’allarme.
Oltre al caldo, l’utilizzo in estate di indumenti umidi e costumi bagnati, la scarsa igiene e in modo particolare la disidratazione, contribuiscono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo della cistite e di altre infezioni urinarie.
Per prevenire, è fondamentale una corretta idratazione, preferibilmente con acque leggermente mineralizzate e ricche di magnesio, oltre all’introduzione nella dieta di alimenti ricchi di acqua e diuretici naturali come cocomero, cetrioli, lattuga, zucchine e finocchi, ma anche tisane naturali fredde a base di camomilla, ortica, lavanda o tè verde (se tollerate).
Integrare acqua nell’organismo, sia bevendo che assimilando i giusti alimenti, aiuta a tenere in salute l’apparato gastrointestinale e l’apparato urogenitale, attraverso i quali eliminiamo tutte le sostanze di rifiuto, e quindi anche i batteri.
Tra gli alimenti alleati della salute urinaria, troviamo:
– mirtilli, uva ursina e frutti rossi: ricchi di antociani, sostanze preziose per il benessere dell’apparato urogenitale, perché impediscono l’adesione dei batteri alla mucosa;
– cibi con alto contenuto di vitamina C (i kiwi, ad esempio), yogurt senza zuccheri aggiunti, kefir, fibre prebiotiche e cereali integrali, che aiutano a mantenere in equilibrio il microbiota intestinale e urogenitale, proteggendo le vie urinarie.
Da evitare, invece, in fase infettiva acuta: dolci industriali, bevande zuccherate, alcol, tè nero, spezie piccanti e agrumi. Questi alimenti possono peggiorare l’infiammazione vescicale e favorire la proliferazione batterica.
La cura? Ok l’antibiotico, ma solo dopo diagnosi medica
Per curare le infezioni urinarie, il trattamento principale resta l’antibiotico, ma solo sotto controllo medico e dopo diagnosi medica accurata.
La medicazione fai-da-te e l’uso scorretto di questi farmaci favorisce l’insorgere di antibiotico-resistenze: una delle emergenze sanitarie più preoccupanti a livello globale, che induce a un ritorno ciclico dell’infezione.
Non appena si presentano i sintomi. è dunque fondamentale fare sempre un’urinocoltura, che ci consenta di individuare qual è il batterio coinvolto; sulla base di questa, poi, effettuare un antibiogramma, per stabilire la terapia antibiotica più efficace.
Per le donne, solitamente soggette a terapie brevi di 2 o 3 giorni, il nostro consiglio è di proseguire la cura antibiotica per almeno una settimana, altrimenti quando ci si troverà di fronte a una nuova cistite, sarà più difficile che l’infezione resti eradicata.
5 consigli pratici per un’estate più sicura, lontana da infezioni
Le infezioni urinarie non vanno sottovalutate, soprattutto nei mesi estivi. Grazie a buone abitudini alimentari, una corretta igiene e un’adeguata attenzione ai segnali del corpo, è possibile vivere l’estate in modo più sicuro e sereno.