26 Maggio 2019

Sport e salute, se il binomio (im)perfetto

Dall’ultimo report del Ministero della Salute dei controlli effettuati nel 2017 su giovani e sport amatoriali emerge che non c’è sport che sfugga al doping inteso come “uso di un farmaco o di una pratica medica non a scopo terapeutico ma per migliorare il rendimento psicofisico”. Il Ministero della salute rileva che le sostanze più utilizzate sono gli agenti anabolizzanti (48,3%), stimolanti (17,2%), corticosteroidi (8,6%) e diuretici (8,6%).

Sono quindi gli ormoni che vengono impiegati, prevalentemente, “quale aiutino”; e non è a caso visto che ormoni e sport sono collegati in linea diretta attraverso il sistema endocrino. L’esercizio fisico rappresenta, infatti, un potente modulatore della funzionalità del sistema endocrino.

L’Italia è il secondo Paese al mondo per i casi di doping a livello olimpico e con un mercato italiano dei prodotti dopanti che arriva a 537 milioni di euro il doping si sta allargando anche nel settore giovanile e degli sport amatoriali. Il problema è che nell’ambito amatoriale/giovanile e soprattutto nelle palestre i controlli sono più difficili per la vastità delle realtà coinvolte. L’acquisto online di prodotti dopanti è molto semplice e viene facilitato, ad esempio, presentando gli anabolizzanti (ormoni) come anabolizzanti naturali al fine di far cadere qualsiasi cautela nell’acquisto.

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