1 Agosto 2019

Tumore della prostata. Le nuove terapie ormonali allungano la vita

La ricerca sul tumore della prostata è in continuo fermento. Medici e pazienti ringraziano, perché armi nuove e sempre più potenti si rendono disponibili con prospettive molto incoraggianti. Non si esagera nel riconoscere che gli avanzamenti scientifici in oncologia prostatica abbiano oggi superato molti altri settori di ricerca oncologica, finanche la senologia, in una democratizzazione di genere che ha visto finora il seno sempre prevalere sulla prostata. Nel corso dell’ultimo congresso Europeo di Urologia tenutosi a Barcellona sono stati presentati i dati di importanti studi clinici, di grande solidità scientifica, che dimostrano la validità di nuove terapie ormonali, da assumere per via orale, nella gestione di pazienti affetti da tumore della prostata metastatico. I risultati sono entusiasmanti. I pazienti con metastasi grazie ai nuovi farmaci abiraterone ed enzalutamide godono di un allungamento notevole di vita di qualità. Si, una vita di qualità perché non solo vivono di più, ma la qualità della vita è preservata più a lungo. È un passo avanti fondamentale. Il vantaggio è particolarmente rilevante considerando la drastica riduzione degli effetti collaterali e che il paziente ha finalmente la possibilità di curarsi a domicilio, senza la necessità di accesso ospedaliero come per la classica chemioterapia. Inoltre il miglioramento generale sta nel fatto che queste terapie aggiungono nuove opzioni a quelle già disponibili, ed il paziente può così giovarsi di una nuova sequenza di linee terapeutiche con lo scopo di allungare in modo significativo la sua sopravvivenza.

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