11 Febbraio 2025

Il peperoncino tra cultura e scienza, da afrodisiaco a elisir di longevità

“Dio ha creato l’alimento, il diavolo il condimento”, scriveva James Joyce, riferendosi al peperoncino rosso, una spezia dal sapore “fiammante” che nel Sud Italia è affettuosamente chiamato “diavoletto”. 

Dopo il sale marino, il Capsicum annuum – appartenente alla famiglia delle Solanacee, come pomodori, patate e melanzane, e comunemente chiamato “peperoncino” – è la spezia più utilizzata a tavola dagli italiani. Ma non solo: il peperoncino piccante è un ingrediente quotidiano per circa un quarto della popolazione mondiale, amato per la sua capacità di esaltare ogni piatto, dalla pasta al pesce, dalla carne a salse e sughi.

Oltre ad essere un frutto dalle molteplici applicazioni culinarie, il peperoncino riveste un ruolo importante nelle tradizioni culturali di tutto il mondo, non solo come spezia, ma anche come afrodisiaco e elisir di lunga vita

In questo articolo esploreremo i numerosi benefici del peperoncino, dalle credenze popolari ai fondamenti scientifici connessi al suo impatto sulla salute e sul benessere sessuale.


Il peperoncino come afrodisiaco: diceria popolare o evidenza scientifica? 

Il legame tra peperoncino e sessualità è antico e radicato nelle tradizioni di molte culture. 

Lo possiamo ritrovare già nel nome.

Il termine “peperoncino”, in base alla cultura, si presta a diversi significati: in Messico, ad esempio, la parola “chile” indica sia il peperoncino che il pene, evidenziando un forte legame simbolico con la sfera sessuale. In Italia, soprattutto in Calabria, esistono metafore simili che associano il peperoncino alla virilità e all’erotismo. 

 La prima documentazione scritta che riguarda peperoncino e piacere sessuale è forse quella che troviamo in uno studio sull’erotismo indiano, risalente ai primi anni del XV secolo. Si può dire dunque che la visione del peperoncino come afrodisiaco presenta una chiara matrice culturale.

Ma per capire, da un punto di vista scientifico, a cosa sono legati gli effetti di questo frutto sulla salute maschile ed eventualmente sulla sessualità, bisogna andare a guardare cosa esso contiene al suo interno.

Il principio attivo del peperoncino è la capsaicina  – da cui il nome scientifico Capsicum –  una sostanza oleosa responsabile del sapore piccante. Secondo gli esperti, la capsaicina stimola la circolazione sanguigna e il rilascio di endorfine, favorendo l’eccitazione sessuale. È particolarmente concentrata nella placenta del frutto (la membrana che avvolge i semi) ed è coinvolta nei meccanismi che facilitano l’erezione, come dimostra uno studio che ha evidenziato gli effetti positivi della capsaicina sulla disfunzione erettile di origine psicologica.


Le proprietà del peperoncino, elisir di lunga vita 

Oltre ad avere potenziali effetti afrodisiaci, il peperoncino è anche ricco di nutrienti.

 In 100 grammi sono racchiusi: 15g di sostanze azotate, 1,2g di olio essenziale, 12,5g di olio fisso, 20g di cellulosa, 35g di sostanze non azotate, 0.05g di capsaicina, oleoresina, capsantina,colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, erodietina, acido malonico, citroflavonoidi, lecitina, vitamina C, vitamina PP, vitamina E, vitamina K, vitamina P, vitamina A, sali minerali.
Un farmaco naturale associato a numerosi effetti benefici per la salute, come la riduzione del rischio cardiovascolare  e l’aumento delle difese immunitarie. 

Sembrerebbe che il medico ungherese Albert Szent-Györgyi abbia scoperto la vitamina C isolandola proprio dai peperoncini, un contributo che gli valse il Premio Nobel. 

Studi recenti suggeriscono che la capsaicina possa anche migliorare la salute metabolica, attivando e/o desensibilizzando i recettori TRPV1 nei tessuti metabolicamente attivi. Inoltre, diverse ricerche epidemiologiche indicano che i consumatori di peperoncino tendono a vivere più a lungo e ad essere più sani rispetto a chi preferisce cibi meno piccanti, con un rischio ridotto di malattie cardiovascolari

Ma attenzione! Per sfruttare al meglio le proprietà del peperoncino, è importante che il peperoncino sia consumato crudo: in quello essiccato, le sostanze benefiche si riducono del 50% e tutte le vitamine termolabili vengono distrutte a temperature superiori ai 30°C.

 

Più piccante nel piatto, più testosterone in circolo: lo studio


Se non rinunci mai a un tocco spicy nei tuoi piatti, potresti avere anche un livello di testosterone più alto del normale. Lo suggerisce uno studio dell’Università di Grenoble, pubblicato sulla rivista Physiology and Behaviour, che ha analizzato le scelte alimentari di 114 uomini tra i 18 e i 44 anni. Invitati a condire un piatto di purè di patate, chi ha abbondato con la salsa piccante ha mostrato livelli di testosterone più elevati rispetto a chi ha preferito il sale.

Tuttavia, la ricerca è di natura correlazionale e non consente di stabilire un nesso di causa-effetto tra testosterone e passione per il piccante. Inoltre, fattori come preferenze apprese o persino il colore delle spezie utilizzate potrebbero aver influenzato i risultati. 

Studi precedenti, infatti, hanno rilevato che individui con testosterone elevato tendono a identificarsi con il colore rosso, associandolo a tratti di dominanza e aggressività. 

Sebbene questo studio fornisca nuovi spunti sulla biologia delle preferenze alimentari, sono necessarie ulteriori indagini per valutare la relazione causale tra livelli elevati di testosterone e preferenza per i cibi piccanti.

 

Mangiare peperoncino per il “gusto di rischiare”

Sebbene i suoi effetti afrodisiaci non siano stati del tutto dimostrati, il peperoncino continua a suscitare particolare interesse per la sua capacità di stimolare sia il corpo che la mente.

Ma cosa ci spinge a cercare il “brivido” del piccante?

Il consumo di capsaicina è influenzato da una serie di fattori di carattere fisiologico, psicologico, genetico e sociale. Esiste in particolare una teoria psicologica secondo la quale le situazioni leggermente spiacevoli, vissute in un contesto sicuro, possono risultare eccitanti per gli esseri umani. Come riscontrato dallo studio francese dapprima citato, il consumo regolare di cibo piccante può innalzare i livelli di testosterone: secondo Laurent Bègue, coautrice dello studio, questo sarebbe in linea con le ricerche che collegano alti livelli di testosterone alla propensione al rischio, sia finanziario che comportamentale.

In fondo, esagerare con il piccante è una forma di adrenalina, proprio come lanciarsi col paracadute, fare bungee jumping o guardare un film horror. Ognuno ha la sua “piacevole tortura”. 

Quindi, perché non lasciarsi tentare da un bel piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino?

 

Come coltivare il peperoncino

Se leggere questo articolo ti ha fatto venire voglia di un bel piatto spicy, sappi che puoi facilmente coltivare il peperoncino in casa: per una famiglia, ne bastano 6-7 piante. La semina avviene a febbraio, con la raccolta prevista tra luglio e agosto. Una volta raccolto, puoi triturarlo direttamente sulla tua pietanza (ma occhio a non leccarti le dita, per evitare di sentire la tua bocca “andare a fuoco”).

Et voilà, il pranzo è servito. Buon appetito!

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