27 Settembre 2021

Lavorare di notte aumenta il rischio di cancro alla prostata?

Il lavoro notturno di certo è di per sé pesante a prescindere dalle mansioni svolte, in quanto influisce negativamente sui natuali cicli sonno-veglia. Questo tipo di attività può tuttavia danneggiare la salute, contribuendo nello specifico all’insorgenza del tumore alla prostata? Sono in molti a porsi questa domanda, e su Internet si trovano numerose teorie fantasiose su presunti legami tra questi due elementi.

La scienza però ci dice altro. Sebbene ci siano evidenze forti che suggeriscono che determinate figure professionali hanno rischio aumentato di tumore (come l’esposizione all’amianto nel mesotelioma o l’esposizione alle vernici, tipiche dei calzaturifici, al tumore vescicale), per quello alla prostata e il lavoro notturno il discorso è differente. Uno studio canadese, infatti, ha analizzato come il lavoro notturno (night-shift work) può associarsi al cancro alla prostata. Sono state arruolate ben 1904 persone con cancro alla prostata e 1965 persone sane che rappresentavano il gruppo di controllo. Il “night-shift work” è stato definito come un turno maggiore o uguale di 3 ore per un numero di notti maggiore o uguale a 3 volte al mese, per un periodo maggiore o uguale ad 1 anno. Dall’analisi statistica la risposte era una e inequivocabile: non sussiste nessun legame tra tumore alla prostata e lavoro notturno.

Quindi Signori turnisti, autisti, netturbini, infermieri, medici state tranquilli e godetevi i vostri turni di guardia/lavoro notturno. E non dimenticate di andare dall’ Urologo, di giorno.

Fonte: 10.1093/aje/kwz167

Dr. Francesco Di Bello

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